Una cicatrice sottile, un tatuaggio rimasto intatto e una caviglia che si piega oltre i 90 gradi: è il risultato verificato al controllo di una paziente operata di protesi di caviglia per via anteriore dal Dott. Andrea Scala.
In questo articolo spieghiamo perché l’accesso anteriore permette una buona guarigione della ferita e un movimento naturale. Parliamo anche, con trasparenza, di un effetto che alcuni pazienti notano dopo l’intervento: una piccola zona intorno alla cicatrice con sensibilità ridotta o alterata.
Protesi di caviglia per via anteriore: cos’è l’accesso anteriore
Nell’accesso anteriore il chirurgo incide la pelle sulla parte frontale della caviglia per raggiungere la capsula articolare. Da lì arriva alle superfici ossee da sostituire: la tibia e l’astragalo. Per una panoramica sull’intervento, vedi la pagina dedicata alla protesi di caviglia.
Il punto chiave è il percorso scelto. Il varco chirurgico passa tra il tendine del tibiale anteriore e i tendini estensori delle dita: è uno spazio naturale, che si apre senza tagliare muscoli o tendini.
Questo ha due conseguenze pratiche per il paziente:
- I tessuti vengono separati e non sezionati, quindi la ferita guarisce bene.
- La cicatrice segue una linea pulita e, a distanza di tempo, si nota poco.
I risultati: cicatrice, tatuaggio e movimento della caviglia
Al controllo, la caviglia della paziente si piega oltre i 90 gradi con un movimento fluido e naturale.
- Cicatrice: la ferita è guarita bene. Premendo con un dito si sente che la cicatrice scende in profondità verso la capsula articolare, segno di una guarigione ordinata dei piani.
- Tatuaggio: la paziente aveva un tatuaggio sulla caviglia e l’incisione non lo ha rovinato. Per lei era un aspetto importante e ne è molto soddisfatta.
- Movimento: la caviglia arriva agevolmente a 90 gradi e li supera. Per una protesi è un risultato molto positivo, perché permette di camminare e muoversi in modo naturale.
Conservare il movimento è uno dei vantaggi principali della protesi rispetto all’artrodesi, che invece blocca l’articolazione. Le differenze tra i due interventi sono spiegate nell’articolo Protesi di caviglia vs artrodesi: tutte le differenze.
Perché può restare una zona con meno sensibilità (ipoparestesia)
Alcuni pazienti notano, ai lati della cicatrice, una piccola area dove la pelle è meno sensibile o sente in modo diverso. In termini medici si chiama ipoparestesia ed è legata ai piccoli nervi della pelle che passano davanti alla caviglia.
Per arrivare all’articolazione il chirurgo si fa strada tra i due malleoli. Lungo il percorso sposta con delicatezza arterie e vene, ma incontra anche i rami nervosi, che funzionano come fili elettrici.
I nervi che il chirurgo incontra
| Nervo | Dove passa | Cosa succede durante l’intervento |
|---|---|---|
| Nervo peroneo superficiale | Lato esterno del collo del piede | Nella maggior parte dei casi si riesce a scostare e proteggere |
| Nervo safeno | Intorno al malleolo interno (tibiale) | C’è un varco che permette di passare senza lesionarlo |
| Rami anastomotici | Attraversano il collo del piede, collegando i nervi del lato esterno con quelli del lato interno | Sono molto sottili: a volte non si possono evitare e vanno sacrificati |
Sono proprio questi rami sottili, quando vengono interrotti, a lasciare piccole zone della caviglia con sensibilità ridotta. Non riguardano la forza, il movimento o la stabilità della protesi.
La sensibilità migliora con il tempo
Le aree con sensibilità ridotta tendono a rimpicciolirsi progressivamente. Il corpo crea nuove connessioni tra le fibre nervose vicine, le anastomosi, che riportano gradualmente la sensibilità nelle zone interessate.
In pratica, la piccola area che il paziente nota nelle prime settimane si riduce in modo evidente nel giro di alcuni mesi.
Come è successo con la paziente del video, il controllo dopo l’intervento è il momento giusto per parlarne con il chirurgo e verificare come evolve la zona interessata.
Domande frequenti sulla protesi di caviglia per via anteriore
La cicatrice della protesi di caviglia per via anteriore si vede molto?
Di solito no. L’incisione passa in un varco naturale tra i tendini e la ferita guarisce bene; nel caso mostrato nel video non ha nemmeno rovinato un tatuaggio sulla caviglia.
Dopo la protesi di caviglia per via anteriore si recupera il movimento?
Sì, in molti casi in modo molto soddisfacente. La paziente del video piega la caviglia oltre i 90 gradi con un movimento naturale.
È normale avere una zona intorpidita vicino alla cicatrice?
Sì, può capitare. È un’ipoparestesia dovuta al taglio di piccoli rami nervosi della pelle che attraversano il collo del piede e che a volte non si possono evitare.
L’insensibilità intorno alla cicatrice è permanente?
Tende a ridursi nel tempo. Il corpo crea nuove connessioni nervose che restringono progressivamente l’area interessata.
La zona con meno sensibilità compromette la protesi?
No. Riguarda solo la sensibilità superficiale della pelle e non influisce su movimento, forza o stabilità della caviglia.
Perché scegliamo la protesi di caviglia per via anteriore
Il controllo di questa paziente conferma i vantaggi della protesi di caviglia per via anteriore: ferita che guarisce bene, cicatrice discreta e movimento che supera i 90 gradi. La possibile area di sensibilità ridotta è un effetto noto, limitato e che tende a migliorare nel tempo.
Per questo continuiamo a considerare l’accesso anteriore una strada efficace per l’intervento di protesi di caviglia.
Soffri di artrosi alla caviglia e vuoi capire se la protesi è adatta a te? Il Dott. Scala impianta la protesi di caviglia anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Contatta lo studio per prenotare una visita:
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Articolo a cura del Dott. Andrea Scala, specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Medicina dello Sport, chirurgo della caviglia e del piede presso la Casa di Cura Ars Medica di Roma.