Dopo una frattura di caviglia, ossa ben allineate e una buona mobilità non bastano a escludere problemi futuri. L’artrosi dopo frattura di caviglia nasce spesso da un danno che le radiografie e la visita non mostrano subito: quello alla cartilagine.
Il Dott. Andrea Scala lo spiega attraverso il caso di un paziente operato più volte dopo una frattura grave, con una caviglia che a prima vista sembra quasi normale.
Il caso: una frattura bimalleolare operata più volte
Il paziente ha subito una frattura della caviglia sinistra che ha coinvolto entrambi i malleoli: il malleolo peronale, all’esterno, e il malleolo tibiale, all’interno. La frattura era anche esposta, seppure in minima parte.
Il trattamento si è svolto in più tempi:
- Fissatore esterno. All’inizio è stato applicato un fissatore esterno per gestire l’esposizione della frattura.
- Viti sul malleolo mediale. In seguito il malleolo tibiale è stato fissato con delle viti. Il perone invece non è stato trattato.
- Pseudoartrosi e nuovo intervento. Il malleolo mediale non si è saldato correttamente: si è formata una pseudoartrosi, cioè una mancata guarigione dell’osso. Il paziente è stato quindi operato di nuovo.
Una caviglia che si muove bene può ingannare
Dopo un trauma così grave, questa caviglia ha ancora una mobilità abbastanza buona. È proprio questo l’aspetto che può trarre in inganno sia il paziente sia i medici che l’hanno curato.
A una visita centrata sul movimento, la caviglia sembra quasi normale, e chi ha eseguito l’intervento ha motivo di essere soddisfatto. Ma una buona mobilità non dice nulla sullo stato della cartilagine, che è ciò che decide il futuro dell’articolazione.
Artrosi dopo frattura di caviglia: il ruolo della cartilagine
Nelle fratture che coinvolgono l’articolazione, le ossa rotte hanno un’importanza relativa. Si possono rimettere in posizione e fissare con placche e viti, e nella maggior parte dei casi guariscono.
Il danno decisivo avviene nel momento stesso del trauma, quando si rompe la cartilagine articolare. La cartilagine è delicata come un vetro o un cristallo: se si incrina o si frantuma, non torna più come prima. Da quel danno nasce l’artrosi post-traumatica, che con il tempo porta dolore e degenerazione progressiva.
Per questo il Dott. Scala ritiene importante dirlo chiaramente al paziente fin dall’inizio: si può rimettere a posto lo scheletro con la chirurgia, ma la cartilagine danneggiata non si ripara con placche e viti.
Se vuoi capire meglio questa malattia, leggi Artrosi della caviglia: cos’è e come si cura.
Le altre conseguenze di una frattura di caviglia
L’artrosi è la conseguenza più importante nel lungo periodo, ma una frattura grave può lasciare anche altri problemi.
| Conseguenza | Cosa significa |
|---|---|
| Rigidità | Movimento ridotto per tessuto cicatriziale, perdita di massa muscolare e immobilizzazione prolungata |
| Instabilità cronica | Lesioni di legamenti e capsula che aumentano il rischio di nuove distorsioni |
| Consolidazione viziosa | L’osso guarisce in una posizione sbagliata, con possibile deformità |
| Pseudoartrosi | L’osso non si salda, come è successo al malleolo mediale di questo paziente |
| Danni a nervi e vasi | Possibili zone intorpidite o problemi di circolazione |
| Algoneurodistrofia | Dolore cronico che può comparire dopo una frattura grave |
| Trombosi venosa profonda | Rischio legato all’immobilizzazione, che può evolvere in embolia polmonare |
Anche l’intervento chirurgico, che oggi prevede di rimettere in posizione le ossa e fissarle con placche, viti o chiodi, ha i suoi rischi: infezioni, fastidio dovuto al materiale metallico e talvolta un secondo intervento per rimuoverlo. Quasi tutti i pazienti hanno poi bisogno di un percorso di fisioterapia, e non va sottovalutato il peso psicologico: stanchezza, ansia e difficoltà a tornare al lavoro.
Quando la cartilagine è rotta: la protesi di caviglia
In ogni articolazione della caviglia la parte che conta di più è la cartilagine. Quando è danneggiata e l’artrosi diventa dolorosa, secondo il Dott. Scala la soluzione è la protesi di caviglia, che sostituisce le superfici articolari consumate.
Rispetto all’artrodesi, che blocca l’articolazione, la protesi permette di conservare il movimento. Le differenze sono spiegate nell’articolo Dolore alla caviglia: artrodesi o protesi?. Per capire quando conviene intervenire, leggi anche Artrosi alla caviglia: perché bisogna operare e La protesi di caviglia nella artrosi.
Domande frequenti su frattura di caviglia e artrosi
Perché una frattura della caviglia può portare all’artrosi?
Perché al momento del trauma si danneggia la cartilagine articolare. Le ossa si possono riallineare e fissare, ma la cartilagine rotta non si ripara e con il tempo degenera, dando origine all’artrosi post-traumatica.
Se la caviglia si muove bene dopo la frattura, sono al sicuro dall’artrosi?
Non necessariamente. Una buona mobilità può ingannare: la caviglia di questo paziente si muoveva quasi normalmente, ma la cartilagine era già compromessa dal trauma.
Placche e viti proteggono dall’artrosi?
Placche e viti servono a rimettere in posizione e stabilizzare le ossa. Non riparano però la cartilagine danneggiata durante la frattura.
Cos’è la pseudoartrosi del malleolo?
È una frattura che non guarisce: i frammenti di osso non si saldano tra loro. Spesso richiede un nuovo intervento, come è successo al malleolo mediale di questo paziente.
Quando serve la protesi di caviglia per l’artrosi dopo una frattura?
Quando la cartilagine è rovinata e si sviluppa un’artrosi dolorosa. La protesi sostituisce le superfici articolari consumate e conserva il movimento della caviglia.
Quali altre complicazioni può dare una frattura di caviglia?
Rigidità, instabilità, guarigione dell’osso in posizione sbagliata, danni a nervi e vasi, algoneurodistrofia e trombosi venosa profonda legata all’immobilizzazione.
Artrosi dopo frattura di caviglia: guardare oltre le ossa
Questo caso mostra che il risultato di una frattura di caviglia non si giudica solo da radiografie e mobilità. Il danno alla cartilagine avviene nel momento del trauma ed è la vera causa dell’artrosi che può comparire anni dopo.
Se dopo una frattura la caviglia continua a fare male, è importante farla valutare da uno specialista che consideri anche lo stato della cartilagine.
Hai avuto una frattura di caviglia e senti ancora dolore? Contatta lo studio per prenotare una visita. Il Dott. Scala impianta la protesi di caviglia anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.
- Telefono: +39 335 766 2164
- Email: info@footsurgery.it
- Sede: Casa di Cura Ars Medica, Via Cesare Ferrero di Cambiano 29, 00191 Roma
Articolo a cura del Dott. Andrea Scala, specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Medicina dello Sport, chirurgo della caviglia e del piede presso la Casa di Cura Ars Medica di Roma.