Piede cadente dopo un ictus: cosa può fare l’intervento e cosa no

In questo articoloPiede cadente dopo ictus: perché il piede cadePiede cadente dopo ictus: cosa può ottenere l’intervento e cosa noAspettative chiare prima dell’interventoDomande frequenti sul piede cadente dopo ictusPerché dopo un ictus il piede diventa cadente?Cos’è il piede equino varo supinato?L’intervento ridona il movimento del piede?Cosa si ottiene allora con l’intervento?Come funziona l’intervento?Dopo l’intervento serve […]
Piede cadente dopo un ictus: cosa può fare l'intervento e cosa no

Dopo un ictus molte persone si ritrovano con il piede cadente: la punta scende verso il basso, si inciampa, il piede si storta. Un intervento al piede può aiutare molto, ma è importante sapere con chiarezza cosa può dare e cosa no.

Il Dott. Andrea Scala lo spiega con il caso di un paziente colpito da un ictus due anni fa.

Piede cadente dopo ictus: perché il piede cade

Due anni fa il paziente ha avuto un ictus che ha colpito la corteccia cerebrale. Da allora i muscoli del lato sinistro del corpo sono indeboliti: è l’emiplegia.

Il Dott. Scala usa un’immagine semplice: i muscoli di quel lato non ricevono più abbastanza “energia elettrica” dal cervello per muoversi normalmente. Al piede questo provoca due problemi:

  • il piede cadente: i muscoli che sollevano la punta non funzionano, quindi la punta scende e il paziente inciampa;
  • il piede equino varo supinato: il piede si gira verso l’interno e appoggia sul bordo esterno, con il rischio di prendere una storta a ogni passo.

Per saperne di più leggi Piede equino e piede cadente paralitico e la pagina sul piede paralitico.

Piede cadente dopo ictus: cosa può ottenere l’intervento e cosa no

L’intervento si basa su una trasposizione tendinea: un tendine di un muscolo che funziona ancora viene spostato per fare il lavoro del muscolo paralizzato e tenere il piede sollevato. Il Dott. Scala tiene a essere chiaro con i pazienti su cosa aspettarsi.

L’intervento puòL’intervento non può
Impedire che la punta del piede cada, così il paziente non inciampaRidare l'”energia elettrica” che parte dal cervello
Dare al piede una posizione migliore e un appoggio con la piantaFar muovere la caviglia come l’altra, su e giù, in tutte le direzioni
Evitare la deviazione del piede in equino varo supinatoRestituire il movimento normale
Ridurre le storte, frequenti quando il piede è girato verso l’interno

Secondo la descrizione del video, durante il cammino il piede resta sollevato senza che la caviglia venga bloccata, e il passo diventa più efficiente e meno faticoso. Quando il passo migliora, il paziente può anche smettere di usare il tutore, la cosiddetta molla di Codivilla. Sul tutore leggi Molla di Codivilla: il piede equino è una schiavitù!.

Aspettative chiare prima dell’intervento

Il messaggio del Dott. Scala è netto: non si può promettere di ridare il movimento, perché manca il comando che parte dal cervello. Si può invece ottenere una posizione del piede più corretta, che per chi ha avuto un ictus significa camminare con più sicurezza, senza inciampare e senza storte.

Avere aspettative realistiche aiuta il paziente a scegliere con consapevolezza e a valutare il risultato per quello che è. Dopo l’intervento la riabilitazione può continuare, con esercizi, stretching e allenamento al cammino.

Sul ruolo dell’intervento rispetto alla sola riabilitazione il Dott. Scala ha scritto Piede equino varo post ictus, Ictus e piede equino varo: quanto tempo deve durare la riabilitazione? e Il piede equino post-ictus si deve operare. Un caso con i tempi di recupero è raccontato in Piede equino post ictus: quaranta giorni dopo l’intervento il paziente appoggia normalmente.

Domande frequenti sul piede cadente dopo ictus

Perché dopo un ictus il piede diventa cadente?

Perché l’ictus danneggia le aree del cervello che comandano i muscoli. Quelli che sollevano la punta del piede non ricevono più il comando e la punta scende.

Cos’è il piede equino varo supinato?

È una posizione in cui la punta del piede è rivolta verso il basso e il piede è girato verso l’interno, con l’appoggio sul bordo esterno. Fa inciampare e prendere storte.

L’intervento ridona il movimento del piede?

No. Il movimento normale non si può ripristinare, perché manca il comando che arriva dal cervello. L’intervento migliora la posizione del piede.

Cosa si ottiene allora con l’intervento?

Il piede non cade più, appoggia meglio con la pianta e non si storta. Il paziente smette di inciampare e cammina con più sicurezza.

Come funziona l’intervento?

Con una trasposizione tendinea: il tendine di un muscolo che funziona viene spostato per tenere sollevato il piede al posto del muscolo paralizzato.

Dopo l’intervento serve ancora il tutore?

Secondo la descrizione del video, quando il passo migliora la molla di Codivilla può essere tolta.

La riabilitazione serve ancora dopo l’intervento?

Sì, può continuare con esercizi, stretching e allenamento al cammino.

Piede cadente dopo ictus: un piede più stabile per camminare con sicurezza

Dopo un ictus l’intervento al piede non può restituire il movimento perduto, ma può cambiare molto la vita di tutti i giorni: niente più punta che cade, niente inciampi, niente storte a ogni passo. Sapere con chiarezza cosa aspettarsi è il primo passo per una scelta consapevole.

Hai il piede cadente dopo un ictus, o lo ha un tuo familiare? Contatta lo studio per prenotare una visita:

  • Telefono: +39 335 766 2164
  • Email: info@footsurgery.it
  • Sede: Casa di Cura Ars Medica, Via Cesare Ferrero di Cambiano 29, 00191 Roma

Articolo a cura del Dott. Andrea Scala, specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Medicina dello Sport, chirurgo della caviglia e del piede presso la Casa di Cura Ars Medica di Roma.