Quando l’artrosi colpisce sia la caviglia sia l’articolazione sotto di essa, tra astragalo e calcagno, l’intervento va pianificato con attenzione. Il Dott. Andrea Scala preferisce procedere in due tempi e impiantare la protesi di caviglia dopo l’artrodesi sottoastragalica, cioè dopo aver fuso l’astragalo con il calcagno.
In questo articolo raccontiamo il controllo a due anni di un paziente trattato così e spieghiamo perché non conviene fare tutto in un solo intervento.
Il caso: artrosi grave dopo una frattura di 40 anni prima
Il paziente è tornato per il controllo della protesi alla caviglia sinistra, impiantata due anni prima.
Quarant’anni fa aveva subito una grave frattura con lussazione della caviglia. Con il tempo si è sviluppata un’artrosi grave che coinvolgeva due articolazioni:
- la caviglia, cioè l’articolazione tra tibia e astragalo;
- l’articolazione sottoastragalica, tra astragalo e calcagno.
È un esempio di come le conseguenze di una frattura articolare possano manifestarsi anche a distanza di molti anni. Il dolore più forte il paziente lo sentiva sul lato esterno del piede.
Perché non fare artrodesi e protesi nello stesso intervento
In teoria si potrebbero eseguire insieme l’artrodesi sottoastragalica, cioè la fusione tra astragalo e calcagno, e la protesi di caviglia. Il Dott. Scala però preferisce evitarlo.
Il motivo è l’astragalo, l’osso che sta tra la caviglia e il calcagno. Facendo i due interventi insieme, l’astragalo si troverebbe in mezzo a due incisioni chirurgiche. Questo può comprometterne l’afflusso di sangue e portare alla necrosi dell’astragalo, cioè alla morte del tessuto osseo, una complicazione grave che metterebbe a rischio anche la protesi.
Protesi di caviglia dopo artrodesi sottoastragalica: le due fasi
Il percorso scelto per questo paziente si è svolto in due tempi.
- Artrodesi sottoastragalica. Per prima cosa si fonde l’astragalo con il calcagno. Questo intervento elimina gran parte del dolore intenso, soprattutto quello sul lato esterno del piede, e dà al retropiede una grande stabilità.
- Attesa della guarigione. Si aspetta che le ossa siano ben fuse e consolidate prima di procedere.
- Protesi di caviglia per via anteriore. A guarigione completa si impianta la protesi di caviglia. L’incisione è anteriore e passa nel varco naturale tra il tendine del tibiale anteriore e i tendini estensori.
La via anteriore evita l’accesso laterale, che richiede di tagliare e spostare il perone (osteotomia). È la stessa tecnica descritta nel nostro articolo sulla protesi di caviglia per via anteriore.
Protesi di caviglia dopo artrodesi sottoastragalica: il risultato a 2 anni
A due anni dalla protesi, la caviglia del paziente si muove in modo perfettamente normale. Il forte dolore che sentiva sul lato esterno del piede è scomparso, e il paziente è molto soddisfatto.
Il risultato conferma la logica del percorso: prima si elimina il dolore più intenso con la fusione, si aspetta che le ossa siano consolidate e solo allora si impianta la protesi. Per il Dott. Scala è la strada giusta da seguire anche nei prossimi casi.
Il vantaggio rispetto a un’artrodesi anche della caviglia è che il movimento viene conservato. Le differenze tra i due interventi sono spiegate nell’articolo Protesi di caviglia vs artrodesi: tutte le differenze.
Domande frequenti sulla protesi di caviglia dopo artrodesi sottoastragalica
Cos’è l’artrosi sottoastragalica?
È l’usura della cartilagine nell’articolazione tra astragalo e calcagno, sotto la caviglia. Spesso compare dopo fratture o lussazioni e dà dolore soprattutto sul lato esterno del piede.
Si possono fare artrodesi sottoastragalica e protesi di caviglia insieme?
Il Dott. Scala preferisce di no. Con due incisioni contemporanee l’astragalo rischia di perdere l’afflusso di sangue e andare in necrosi. Per questo l’intervento si divide in due tempi.
Quanto bisogna aspettare tra l’artrodesi sottoastragalica e la protesi di caviglia?
Il tempo necessario perché le ossa fuse siano ben consolidate. La durata va valutata caso per caso dal chirurgo.
L’artrodesi sottoastragalica blocca la caviglia?
No. Fonde l’astragalo con il calcagno, ma la caviglia vera e propria resta libera. Con la protesi la caviglia continua a muoversi, come mostra il paziente del video.
Dopo quanti anni da una frattura può comparire l’artrosi?
Anche molti anni dopo. In questo caso l’artrosi grave si è sviluppata a seguito di una frattura con lussazione avvenuta quarant’anni prima.
Perché la protesi viene impiantata per via anteriore?
Perché la via anteriore passa in un varco naturale tra i tendini ed evita di tagliare il perone, come richiede invece la via laterale.
Un passo alla volta per un risultato duraturo
Quando l’artrosi coinvolge sia la caviglia sia l’articolazione sottoastragalica, dividere l’intervento in due tempi riduce i rischi per l’astragalo e porta a un risultato stabile. Prima si toglie il dolore con la fusione, poi si restituisce il movimento con la protesi.
Per approfondire, leggi anche La protesi di caviglia cura l’artrosi della caviglia e Artrodesi: come superarla con la protesi di caviglia.
Soffri di artrosi alla caviglia o al retropiede? Contatta lo studio per prenotare una visita. Il Dott. Scala impianta la protesi di caviglia anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.
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Articolo a cura del Dott. Andrea Scala, specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Medicina dello Sport, chirurgo della caviglia e del piede presso la Casa di Cura Ars Medica di Roma.