La frattura del pilone tibiale è una delle fratture più gravi della caviglia: coinvolge la parte della tibia che si articola con il piede. Le scelte fatte nelle settimane dopo il trauma possono segnare per sempre il modo di camminare.
Il Dott. Andrea Scala racconta il caso di una paziente a cui la caviglia è stata bloccata in modo definitivo poco dopo la frattura, e spiega perché secondo lui non era l’unica strada.
Il caso: una frattura grave e i fissatori esterni
Nel dicembre 2024 la paziente ha subito una grave frattura della caviglia destra, con il pilone tibiale molto danneggiato.
La pelle intorno alla caviglia era rovinata, quindi non si poteva operare subito. Sono stati applicati dei fissatori esterni, cioè un sistema di barre e perni fuori dalla gamba che tiene ferme le ossa. Sono rimasti per circa un mese, un mese e mezzo.
Dopo non è stato fatto l’intervento con placca e viti per ridurre la frattura, cioè per rimettere in posizione e fissare i frammenti del pilone tibiale.
Sulle conseguenze di questa frattura leggi Frattura del pilone tibiale, le conseguenze anatomiche e biomeccaniche.
La scelta: caviglia bloccata con un chiodo dal calcagno
Ci sarebbe stata un’altra possibilità: aspettare che la frattura facesse il suo corso, con un tutore o con il gesso, fino alla formazione del callo osseo.
Invece, spiega il Dott. Scala, è stata presa una decisione piuttosto drastica: bloccare completamente l’articolazione della caviglia con un chiodo che parte dal calcagno e risale verso la tibia. È un’artrodesi, cioè la fusione definitiva delle ossa: la caviglia non si muove più.
Il Dott. Scala ha spiegato in altri articoli quanto può essere impegnativo questo intervento: leggi Artrodesi della caviglia non è una passeggiata.
Le conseguenze, e la protesi che non è stata proposta
Oggi la paziente cammina zoppicando. Ha dovuto rinunciare a una deambulazione normale e alla normale mobilità della caviglia, perché l’intervento l’ha bloccata in modo permanente e definitivo.
Il Dott. Scala sottolinea un punto: nel 2025 alla paziente non è stata prospettata la possibilità di impiantare una protesi di caviglia. A differenza dell’artrodesi, la protesi sostituisce l’articolazione e ne conserva il movimento.
Non tutte le caviglie si possono protesizzare: per capirlo serve una visita specialistica con gli esami adatti. Ma è importante che il paziente conosca tutte le possibilità prima di una scelta che non si può annullare.
Per capire le differenze leggi Protesi di caviglia vs artrodesi: tutte le differenze e Dolore alla caviglia: artrodesi o protesi?. La pagina Protesi caviglia spiega come lavora il Dott. Scala. Chi ha già una caviglia bloccata può leggere Artrodesi: come superarla con la protesi di caviglia.
Domande frequenti sulla frattura del pilone tibiale
Cos’è la frattura del pilone tibiale?
È una frattura della parte finale della tibia, quella che si articola con il piede per formare la caviglia. È una delle fratture di caviglia più gravi.
Perché a volte non si opera subito?
Se la pelle è rovinata dal trauma, operare subito non è possibile. Nel frattempo si possono usare i fissatori esterni per tenere ferme le ossa.
Cosa significa bloccare la caviglia con un chiodo?
È un’artrodesi: un chiodo che parte dal calcagno e risale nella tibia fonde le ossa in modo definitivo. La caviglia non si muove più.
Dopo un’artrodesi di caviglia si zoppica?
Nel caso del video la paziente zoppica e ha perso la normale mobilità della caviglia.
Dopo una frattura del pilone tibiale si può mettere una protesi di caviglia?
Dipende dal caso. La protesi conserva il movimento della caviglia, ma per capire se è indicata serve una visita specialistica.
Frattura del pilone tibiale: conoscere tutte le possibilità prima di bloccare la caviglia
Una frattura grave come quella del pilone tibiale può lasciare il segno, ma bloccare la caviglia è una scelta definitiva. Prima di prenderla è giusto valutare tutte le strade, compresa la protesi, per non rinunciare a un passo normale.
Hai avuto una frattura della caviglia e ti hanno proposto di bloccarla? Contatta lo studio per prenotare una visita:
- Telefono: +39 335 766 2164
- Email: info@footsurgery.it
- Sede: Casa di Cura Ars Medica, Via Cesare Ferrero di Cambiano 29, 00191 Roma
Se l’artrosi è già comparsa, leggi anche Artrosi della caviglia: cos’è e come si cura.
Articolo a cura del Dott. Andrea Scala, specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Medicina dello Sport, chirurgo della caviglia e del piede presso la Casa di Cura Ars Medica di Roma.