L’osteotomia è uno dei passaggi più comuni nella correzione dell’alluce valgo: il chirurgo taglia l’osso per riportarlo nella posizione giusta. Ma cosa succede se, dopo il taglio, l’osso non viene stabilizzato e il paziente cammina subito sul piede operato?
Il Dott. Andrea Scala lo mostra con la storia di una paziente, attraverso le foto e le radiografie prima, durante e dopo l’intervento.
Il caso: un’osteotomia dell’alluce valgo senza stabilizzazione
La paziente, come molte altre, aveva fotografato il piede prima dell’intervento. La radiografia preoperatoria mostrava un alluce valgo importante.
La radiografia fatta durante l’intervento fa vedere la tecnica usata: il chirurgo ha tagliato sia il metatarso sia la falange dell’alluce. È l’osteotomia, una parola che viene dal greco antico e significa proprio “tagliare l’osso”.
Dopo aver sezionato le ossa, però, l’operatore non ha ritenuto necessario stabilizzarle. Alla paziente è stato detto di caricare tranquillamente sul piede operato.
Se non sai quale tecnica è stata usata nel tuo intervento, il Dott. Scala spiega come capirlo.
Carico immediato: cosa mostrano le radiografie
La foto dopo l’intervento mostra che l’alluce valgo è tornato com’era prima.
Le radiografie fatte a distanza spiegano il perché:
- radiografia frontale: il metatarso tagliato si è saldato, ma camminandoci sopra l’osso si è spostato. Il metatarso è andato verso l’interno del piede e l’alluce è deviato di nuovo verso l’esterno. In pratica l’alluce valgo si è riformato come prima, anzi peggio;
- radiografia laterale: anche qui si vede che l’osteotomia si è saldata, ma soprattutto che il carico ha spinto verso l’alto la testa del metatarso.
Il punto non è se l’osso guarisce, perché l’osso si è attaccato. Il punto è in che posizione si attacca: se non è stabilizzato, il peso del corpo lo sposta.
Sull’alluce valgo che si ripresenta leggi anche Attenzione, un alluce valgo può tornare e Intervento alluce valgo recidivo.
Un intervento su misura per ogni paziente
Il messaggio del Dott. Scala è che il risultato corretto si ottiene con una tecnica chirurgica adeguata e con l’esperienza. Per questo non propone un intervento uguale per tutti: rispetta le caratteristiche e la condizione clinica di ciascun paziente.
Anche la descrizione del video lo sottolinea: per prevenire la recidiva bisogna prendere sul serio l’intervento e le sue possibili complicanze, e scegliere un chirurgo esperto.
Sul modo in cui il Dott. Scala affronta l’alluce valgo leggi la pagina Operazione alluce valgo Roma. Sul tema della stabilizzazione dell’osso c’è anche Fili di Kirschner per risolvere l’alluce valgo, e sul recupero dopo l’intervento Riabilitazione dell’alluce e dell’avampiede.
Domande frequenti sull’osteotomia dell’alluce valgo
Cos’è l’osteotomia?
È il taglio chirurgico di un osso. Nell’alluce valgo si usa per riportare il metatarso e l’alluce nella posizione corretta. La parola viene dal greco antico: “osso” e “tagliare”.
Perché l’alluce valgo può tornare dopo l’intervento?
Nel caso del video l’osso tagliato non era stato stabilizzato e la paziente ha caricato subito sul piede. Camminando, il metatarso si è spostato e la deformità si è riformata.
Se l’osso si salda, il risultato è assicurato?
No. Nel caso del video l’osteotomia si è saldata, ma nella posizione sbagliata: il metatarso si è spostato verso l’interno e la sua testa verso l’alto.
Si può caricare sul piede subito dopo l’intervento di alluce valgo?
Dipende dalla tecnica e dal singolo caso: è il chirurgo a indicarlo. In questo caso il carico senza stabilizzazione ha spostato l’osso.
L’alluce valgo recidivo si può rioperare?
Sì, ma serve una visita per valutare il caso e scegliere l’intervento adatto.
La tecnica giusta, per ogni piede
Tagliare l’osso è solo una parte dell’intervento: perché la correzione resti nel tempo, l’osso deve guarire nella posizione giusta. Ogni piede è diverso e merita un intervento pensato per lui, non uno uguale per tutti.
Il tuo alluce valgo è tornato dopo l’intervento? Contatta lo studio per prenotare una visita:
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- Sede: Casa di Cura Ars Medica, Via Cesare Ferrero di Cambiano 29, 00191 Roma
Articolo a cura del Dott. Andrea Scala, specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Medicina dello Sport, chirurgo della caviglia e del piede presso la Casa di Cura Ars Medica di Roma.